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Indipendenti e felici: la casa delle ragazze è nel segno di Arcobaleno

By 30 Novembre 2018 Aprile 12th, 2019 No Comments

INDIPENDENTI E FELICI: LA CASA DELLE RAGAZZE È NEL SEGNO DI ARCOBALENO

La cooperativa ha dato casa a sei donne disabili che vivono in condominio imparando l’autonomia

Breno – Sono una (bella) realtà da quasi quindici anni, tutti ne riconoscono l’utilità e i risultati raggiunti, la condivisione con la comunità è altissima ma…gli appartamenti protetti della cooperativa Arcobaleno restano, ancora oggi, un servizio sperimentale.

Le due residenze in via Croce dove sei “ragazze” disabili hanno imparato a essere autonome, sono cresciute e sono (davvero) felici non hanno ancora ottenuto il riconoscimento ufficiale e ogni anni si è costretti a restare col fiato sospeso sperando che qualcuno decida di rifinanziare il progetto. Nonostante le richieste e le promesse il servizio non ha trovato una collocazione stabile nel grande mondo degli accreditamenti regionali e, ogni anni, ci si adatta: il 2018 è un po’ più tranquillo grazie al finanziamento garantito dalla Fondazione Comunità Bresciana, da sempre al fianco delle iniziative sociali e culturali camune.

I progetti – Le cose, finanziamenti a parte, vanno talmente bene che c’è spazio anche per i sogni: in Valcamonica esistono alcune esperienze di appartamenti protetti per donne, ma nessuno per gli uomini; non è detto che, in futuro, l’Arcobaleno non possa pensarci. “La nostra esperienza si differenzia dalle altre – spiega il presidente Angelo Farisoglio – perché le ragazze vivono in un condominio dove ci sono anche altre persone, non sono all’interno della struttura della cooperativa, con equilibri e regole da rispettare che fanno parte della vita di tutti i giorni. Purtroppo il servizio non è ancora stato riconosciuto se non con sporadici aiuti e questo non va bene, visto che costi più bassi di altre strutture complesse”.

Da un’iniziale diffidenza per la vita adulta autonoma di persone con disabilità si è passati oggi a una sfida vinta, con le ragazze che “vivono appieno la loro vita e fanno tante cose”: oltre a gestire la casa e i mestieri, vanno in palestra e in piscina, partecipano a feste e vanno in gita, lavorano nei laboratori del CSE e fanno esperienze anche fuori dal comune, come lanciarsi dal paracadute. C’è chi predilige fare shopping, come Noemi, o chi ama cose tranquille, come Franca e c’è pure chi reclama di voler andare più spesso alla spa. “Le ragazze vivono da sole – specifica Ketty Pellegrinelli – e nel fine settimana sono in completa autonomia, anche se c’è un sistema di sicurezza e di domotica che permette di collegarsi direttamente all’Arcobaleno e viceversa. Così dimostriamo che tutti hanno diritto a una dignità diversa”

Giuliana Mossoni

Tratto da “Giornale di Brescia” del 30.11.18

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