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La bellezza e l’incontro, il “tour delle santelle”

By 2 Gennaio 2020No Comments

Il 19 ottobre i ragazzi del Centro Socio-Educativo della Cooperativa Arcobaleno si sono trasformati in guide turistiche, per illustrare al pubblico alcune “santelle” di Breno

Nell’ambito delle iniziative legate a “Del bene e del bello” i ragazzi della Cooperativa Arcobaleno hanno avuto un’idea geniale: organizzare un percorso a tema lungo le vie di Breno, alla scoperta di quei piccoli angoli di pace che sono le nostre “santelle”, per poi presentarle alla gente che spesso passa frettolosa, ignara del loro valore storico e spirituale. Esse sono infatti per noi affascinanti testimonianze della fede e della devozione dei nostri padri, che le costruivano ai bivi delle strade o lungo cigli scoscesi, per trovare occasione non solo di preghiera, ma anche di incontro e di riposo; non a caso alcune di esse venivano chiamate “le santele de la polsa”. Erano le più tante consacrate a Maria, la Madre Celeste, cui uomini e donne si rivolgevano fiduciosi, invocando protezione e grazie. I ragazzi del Centro hanno riscoperto alcune preghiere composte in dialetto, che venivano tramandate oralmente e che rivelano una mentalità e un contesto sociale molto diverso dal nostro, come “Ave Maria benedeta stèla de la dé…” con la quale essi hanno dato inizio al loro percorso, animati dalla curiosità e dalla voglia di scoprire.

Il percorso. Prima tappa è stato il portico della Madona del camì, dove un bell’altare in penombra sotto la volta affrescata, invita alla sosta e alla preghiera. La pala, che rappresenta Maria in trono con il Bambino, fu commissionata da Carlo De Michelis al pittore Francesco Domenighini nel 1920, ma nasconde un segreto: dietro ad essa un’altra Madonna dipinta sul muro tiene teneramente fra le braccia un vivace Bambin Gesù. Si dice che l’affresco sia la riproduzione dell’apparizione di Maria, quando salvò una bambina che proprio in quel luogo era stata aggredita da un bruto. Questa leggenda è narrata nel libro “Bote de Al Camonega” di don Lino Ertani. Secondo la tradizione la Madona del Camì continuò nel tempo a elargire grazie, tanto che fino agli anni ’60 la parete del portico appariva tappezzata di tanti quadretti ex voto.  Ancora oggi ci sono persone che esprimono la propria devozione prendendosi cura dell’altare, lo adornano di fiori freschi e vi tengono sempre accesso un lume. Il percorso p continuato lungo le ve del centro, con una sosta sotto il èortico di S. Antonio di Padova, e in via Mulini, davanti all’affresco della Madonna del Rosario, quindi presso quella che secoli addietro veniva chiamata “la casa del Calvario”: era infatti un Ospizio Francescano, poi trasformato in caserma durante l’impero Austroungarico. Sopra l’entrata un affresco sbiadito dal tempo, rappresenta S. Francesco che riceve le stigmate. Ogni “santella” ha la propria storia e un messaggio che ci viene da lontano, fatto di fede, di speranze e di poesia. Ultima tappa del tour: la “santella Arcobaleno”, davanti all’edificio che fu luogo di detenzione e di dolore. Nella nicchia dietro l’inferriata, e non per caso, è dipinta la Madonna Addolorata, che era raffigurata spesso, in un tempo in cui la vita era dura e la mortalità infantile elevata, ma la famiglia a numerosa e le fatiche del lavoro non lasciavano spazio alle lacrime. Nel viso dell’Addolorata, esprimente una sofferenza lacerante ma contenuta, le madri trovavano il conforto e la forza per andare avanti.

Fra terra e cielo. Purtroppo il 19 ottobre, giorno stabilito per il “tour delle santelle”, la pioggia ha impedito la camminata all’aperto, ma i ragazzi e le operatrici dell’Arcobaleno hanno saputo trasformare un grigio pomeriggio di piovoso in un incontro di serenità e di sorriso. Un video ha permesso di effettuare il percorso delle “santelle” in modo virtuale, ogni ragazzo ha messo tutto se stesso nella propria parte di presentazione, trasmettendo insieme alla conoscenza, anche la gioia di donare qualcosa di sé agli altri. Alla fine il giovanissimo trio “Pad duo & More” ha presentato il progetto “La bellezza e l’incontro”, con una selezione di brani in musica, concludendo quel tour fra terra e cielo in un clima di festa.

 

Tratto da “L’eco di Breno – ed. Dicembre 2019” 

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