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Coop Arcobaleno, il Covid mette a rischio i conti

By 17 Luglio 2020Agosto 17th, 2020No Comments

La struttura di Breno paga la diminuzione di utenti ma rilancia i propri servizi

Le comunità alloggio, pur essendo state colpite in maniera meno pesante, sono state paragonate, in emergenza Covid, alle Rsa. Chiuse a inizio marzo, hanno riattivato i servizi solo la scorsa settimana, con tutti i problemi che ne conseguono a livello economico e sociale.

La cooperativa Arcobaleno di Breno sta scontando parecchi disagi, visto che ha potuto tenere attivi solo le comunità minori e disabili, oltre all’assistenza domiciliare anziani. Gli utenti sono rimasti in comunità oltre quattro mesi, senza possibilità di uscire e incontrare le famiglie. Una situazione difficile da sopportare in condizioni normali, particolarmente sofferta in presenza di persone con disagio. E anche oggi, che l’Ats non prescrive motivi ostativi per le uscite, l’attenzione è alle stelle.

La responsabilità ricade sulla cooperativa, che non può controllare gli utenti fuori dalla sede. “Il problema è rientrato – dice la coordinatrice Elena Casadei – ma lasciare loro la giusta libertà per noi è preoccupante. Tutti i nostri utenti hanno superato il lockdown, abbiamo faticato coi minori più che coi disabili, che sono per la gran parte anziani e hanno accettato più facilmente”.

Il virus è entrato in Arcobaleno solo in minima parte: la salvezza è stata utilizzare i dispositivi di protezione fin dal primo giorno: “Non abbiamo avuto contagi né nelle strutture né nell’assistenza domiciliare agli anziani. Per noi è motivo di vanto, perché dal 24 febbraio i nostri operatori avevano tutti i dispositivi. Ora abbiamo fatto il sierologico e i risultati sono buoni, con solo qualche caso che non ha contagiato”.

La situazione in cooperativa non è però facile, visto che oggi sta operando con un più personale e meno utenti. “Nel 2018 avevamo avuto un piccolo utile – dichiara il riconfermato presidente Angelo Farisoglio – ma ora il Covid ci fa preoccupare per il futuro. Abbiamo nuovi servizi con Comuni e parrocchie per i grest di Gianico, Malegno, Breno, Sellero e Niardo. Lo scorso anno abbiamo perfezionato la fusione con la Casa del Fanciullo: in un periodo dove il tempo è più veloce di noi, bisogna cercare di anticiparlo”.

Tratto da Giornale di Brescia del 17.07.20

Link dell’articolo: 17.07.20 – Giornale di Brescia

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