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Cooperativa Arcobaleno, in Valcamonica una casa per le fragilità

By 21 Gennaio 2020No Comments

Dal 1986 c’è una cooperativa sociale che si occupa di ogni tipo di persona in difficoltà. E lo fa mettendo in rete competenze, volontariato e famiglie
È una delle cooperative sociali più grandi della Valcamonica, ma mantiene sempre un forte legame con il territorio: la Cooperativa Arcobaleno di Breno da oltre 30 anni offre supporto a persone in difficoltà come disabili, minori e famiglie, anziani. Un impegno che nasce dalla passione e dalla consapevolezza che le fragilità si superano insieme e scommettendo sulle qualità di ciascuno.

In costante crescita
“Siamo una Società Cooperativa Sociale che è stata fondata nel 1986 da alcuni soci dell’A.N.F.F.A.S di Valle Camonica e altri volontari” racconta la Direttrice Elena Casadei. “Da quel piccolo gruppo originario, Arcobaleno si è ingrandita e oggi può contare su circa 130 dipendenti e sull’importante sostegno di un centinaio di soci e di numerosi volontari che ogni giorno prestano un po’ del loro tempo nelle nostre attività. Da qualche mese ci siamo fusi con la Casa del Fanciullo Onlus di Darfo Boario Terme, realtà attiva dal 1976”.

Le aree anziani e minori
In accreditamento con Comunità Montana di Valle Camonica e convenzionato con le Aziende Speciali territoriali, Arcobaleno copre molte aree di intervento: “Per gli anziani sono attivi servizi di fisioterapia e infermieristica e il Servizio di Assistenza Domiciliare, che ha l’obiettivo di aiutare la persona nel disbrigo delle attività quotidiane in casa propria. Nell’area minori gestiamo un Centro Diurno, Assistenza Scolastica, Assistenza Domiciliare Educativa e il Centro di Consulenza e Terapia dell’Età Evolutiva, centro privato della valle accreditato da Regione Lombardia per la diagnosi e il trattamento dei disturbi dell’apprendimento”.

La persona al centro
È pero l’area disabilità il nucleo storico del lavoro della cooperativa: “Abbiamo un Centro Diurno, un Centro Socio Educativo e alcuni appartamenti protetti per far sviluppare ai ragazzi una sempre maggiore autonomia nella vita quotidiana”, spiega Elena Rivadossi, Coordinatrice del CSE. Lei sui suoi ragazzi scommette veramente, tanto da lanciare nel 2004 il laboratorio artigianale ARC.H.È : “È un progetto imprenditoriale di produzione e vendita dove le persone diversamente abili lavorano con la consulenza di educatori, artigiani e volontari. L’idea non è di far fare loro ‘lavoretti’ ma di “pretendere” un livello di qualità quanto più alto possibile, per poter ottenere prodotti davvero competitivi sul mercato. Così si valorizza una persona e le si dà dignità”.

Una grande famiglia
Per sostenere Arcobaleno basta donare il 5X1000 (codice fiscale 02869720173), oppure regalare un’ora del vostro tempo: “I volontari motivano anche noi operatori – dice Elena Rivadossi – famigliari, amici o pensionati che mettono a disposizione le loro conoscenze o semplicemente fanno compagnia ai ragazzi, ai bambini, agli anziani: leggono il giornale con loro, fanno due chiacchiere, li accompagnano in gita. Siamo una grande famiglia”.

ARC.H.È, prodotti unici
Reduce dall’esposizione all’ultima mostra mercato di Bienno, il laboratorio ARC.H.È (www.archearcobaleno.wixsite.com/arche) è davvero sinonimo di qualità e artigianalità: i materiali grezzi (come legno, cuoio, feltro, gesso, lane e cotoni) sono lavorati a mano uno ad uno e vengono trasformati in pezzi unici. Potete dare un’occhiata ai prodotti nel negozio di via Domeneghini, 8 (piazza Mercato) a Breno, aperto dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 11.45 e il martedì, giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30.

Il successo a “La spesa che fa bene” di Iperal
Che Arcobaleno sia molto amata sul territorio lo dimostra anche il suo secondo posto nella classifica delle Onlus dell’ultima edizione de “La spesa che fa bene” di Iperal. “È già la seconda volta che partecipiamo: ci sembra un’iniziativa che non solo valorizza le realtà associative del territorio ma che attiva anche molto le persone. Grazie ai 2122 bollini raccolti dai nostri sostenitori, abbiamo ricevuto un contributo per i nostri progetti di 4.000 €”.

 

Tratto da “RivistAmica” (n° 1 gennaio – febbraio 2020)

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